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Intervista a The Southern, produttore raw techno made in Italy

Written by on 22 April 2021

Intervista a The Southern, produttore raw techno made in Italy

Carmine Portarulo, aka The Southern, è nato a Matera, negli anni '90. È sempre stato appassionato di musica, attraversando diversi generi che vanno dalla elettronica underground ai primi suoni Hip Hop.

the southern

Oltre alla sua Rawthing, ha pubblicato su 1605, Tronic, Say What?, EI8HT, Truncate, Analytictrail, Odd Recordings e Prospect Records.
Il suo suono raw e potente lo ha reso un produttore molto ricercato nel panorama techno, diventando uno degli artisti emergenti da seguire con molta attenzione.

Ciao Carmine, felici di scambiare 2 chiacchiere con te.

Ciao ragazzi, il piacere è tutto mio.

Come è nata la tua passione? Come è nato The Southern?

La mia passione per la musica nasce sin da piccolo. Sono cresciuto in mezzo alla musica,
affascinato da mio nonno che suonava la fisarmonica e dalla passione che ci metteva. Riuscivo a vedere attraverso il suo sguardo che tutto intorno a lui non esisteva più, concentrandosi solamente sulla musica. Da qui è nata la mia passione, provare quelle stesse sensazioni che provava mio nonno e, dopo anni, posso dire che e’ una delle più belle sensazioni mai provate.
The Southern e’ nato nel 2013 dopo diversi anni passati nel produrre Minimal / Tech House.
Con il tempo mi sono accorto che quello non era il mio genere, non mi soddisfaceva e la mia musica non veniva apprezzata abbastanza come avrei voluto.
Così ho deciso di cambiare totalmente genere, passando alla techno e cambiando alias.
Devo dire che è stata la cosa più giusta che abbia mai potuto fare.
I primi risultati li ho visti sin da subito! La mia musica veniva apprezzata di più e ricevevo belle parole di supporto da molti artisti, il che mi ha dato molta energia e molta più fiducia in me stesso per quello che stavo facendo e sto facendo tutt’ora.
Arrivare a pubblicare su etichette che fino a qualche anno prima erano solo sogni, e ora stanno diventando realtà.
Dal 2013 ad ora, con molta fatica e ostacoli, sto continuando a crescere con la mia musica con tanto duro lavoro e passione.
Per questo mi sento di dire di credere sempre in se stessi, lavorare sodo, creare il proprio sound, la propria firma musicale e le cose arriveranno da sole!

Se dovessi descrivere il tuo suono a qualcuno che non ascolta musica elettronica, come lo definiresti?

Lo definirei un suono abbastanza crudo, Raw, con pochi elementi tra synth, drums e groove di impatto.

Quali sono i progetti a cui sei più legato?

Quelli a cui sono più legato sono:
“Raw Mistake” EP uscito sull’etichetta del maestro Truncate!
Questo è stato uno dei sogni diventati realtà, arrivare al punto di parlare e lavorare con artisti
che sin dall’inizio erano punti di riferimento e di ispirazione. E’ stata una bella soddisfazione e ti stimola a fare ancora di meglio.
L’ EP ha scalato la classifica techno mondiale fino alla posizione 32.
Suonato su radio M20 da Luca Agnelli e da altri artisti importanti.

“4c1d” uscita su Odd Recordings, etichetta di Ramiro Lopez e Arjun Vagale altri due artisti
che stimo molto e che hanno creduto in me sin dal primo giorno.
Li ringrazio per avermi dato la possibilità e l’onore di far parte della famiglia Odd!

“Raw Culture” uscita su Ei8ht etichetta di Andres Campo e Eats Everything.
Suonato da molti artisti internazionali ed entrato in classifica.
Anche qui devo ringraziare queste due splendide persone per avermi dato questa possibilità.

the southern

Cosa ci puoi anticipare dei tuoi prossimi lavori?

Ci sono diversi progetti a cui sto lavorando e diversi altri che vedranno la luce molto presto!
Non voglio svelare nulla, saranno delle uscite abbastanza importanti.
L’unica cosa che posso dire è di seguirmi sui miei social, li svelerò piano piano tutte le mie uscite!

Durante questo periodo, la tua creatività ne ha risentito?

Assolutamente no! Anzi, al contrario mi ha ispirato molto di più. Mi ha permesso di concentrarmi e focalizzarmi ancor di più sulla musica. Ho migliorato ulteriormente il mio stile mantenendo il mio trademark raw.

Parlando del momento attuale: forse ne stiamo uscendo, forse no. Secondo te, come sarà il dopo?

Momento abbastanza duro per tutti e non solo per la club scene. Anche se i club stanno pagando a caro prezzo arrivando al punto di chiudere per sempre! Purtroppo ce ne sarà ancora per molto tempo e il dopo non so… La maggior parte di noi vivrà con la paura addosso perchè ormai traumatizzati.
Una cosa è certa, rinasceremo e torneremo a divertirci, forse con un po’ più di rispetto per la natura e per quello che ci circonda!

Pensi aumenteranno le possibilità per gli artisti emergenti?

Con molta sincerità? Io non credo.
Sono un’artista emergente in primis e qui in Italia purtroppo è molto difficile!
La mentalità è chiusa e nei club, anche quando questa situazione sara’ finita, ci sarà sempre il solito giro di artisti.
Gli emergenti avranno sempre poche possibilità di esibirsi in un club di “spessore” perchè il tutto si riduce alle abilità nel fare persone o tavoli.
All’estero, per quelle poche date che ho avuto, la mentalità sembra completamente diversa. Ecco perchè ammiro più altre nazioni per questo aspetto, in Italia siamo un po’ limitati!
Voglio sperare che le cose inizieranno a girare diversamente, dando spazio a noi artisti emergenti, perchè è anche grazie alle nostre produzioni se molti DJ hanno successo!
Bisogna raccoglierne i frutti ora. 😉

Lo streaming ci salverà?

No, per niente. Quello che si crea sul dance floor non lo si può creare tramite uno schermo.

Come approcci un nuovo lavoro? Parti da un idea o lasci “cantare” le macchine?

Tutto sta nel mood in cui mi trovo. A volte parto direttamente dal groove, altre volte lascio che le macchine facciano il loro lavoro.
La maggior parte delle volte, molto spesso a dire il vero, i miei lavori iniziano già dal groove per poi costruirci sopra il resto, lasciando libero sfogo alla fantasia!

Fai altri generi oltre quello per il quale ti conosciamo tutti?

Essendo cresciuto con la musica Hip Hop ,mi diverto anche a fare beat e sperimentare!

Analogico o digitale?

Uso entrambi ma preferisco maggiormente l’analogico. Mi piace di più toccare con mano e
gestire il suono direttamente. Ho quella sensazione di toccare realmente il suono su cui sto lavorando, entrandoci in intimità e creando più feeling, se possiamo definirlo così.
E’ una gran bella sensazione!

Top 5 labels:

Truncate
Odd Recordings
Kd Raw
Ei8ht
Prospect

Top 5 plugins:

Arturia Analog Lab
Minimoog
Pendulate
Sylent-1
Rave Generator

Top 5 Synths:

Roland SH-01
Korg MS-20 Mini
Behringer TD-3
Behringer 2600
Moog Subsequent 37